martedì 20 novembre 2012
Lentamente cala il sipario della coscienza e mi adagio su un guanciale di ombre, accomodata con la schiena su un letto di spine.
Le orecchie si aprono, la mente sfavilla in fumose allucinazioni visive ed uditive, ad occhi chiusi.
Ho parlato col diavolo ed era nel mio corpo.
-Tu non vuoi stare qui.
Ed io lo ascolto ipnotizzata. Un brivido elettrico mi separa la schiena in due emisferi.
-Tu aneli a me, tu vuoi appartenermi.
Regalo lui i miei occhi in midriasi, distesi nel buio, raccolgo la sua essenza di fiamma e la catturo dietro la retina. Chiudo gli occhi e non posso sfuggirgli: mi appare nitido anche a palpebre serrate.
La sua voce calda, profonda, distesa, lenta...
Le mie ghiandole sudoripare distillano liquidi, e lui sente l'odore della mia paura formato ormoni.
Si avvicina a me e con la sua lingua distesa, orripilante ma mellifluo allo stesso tempo, mi lecca una guancia e lascia una scia di saliva fin sul mio labbro superiore.
E' miele e vino al sapore.
Ho caldo. L'atmosfera si incendia ed io ce l'ho in testa, mi fissa e mi echeggia nella scatola cranica.
-Tu vuoi seguirmi.
Piano protende verso il mio collo, con le sue mani grandi, dalle dita lunghe, accarezza il profilo del mio petto, le sue dita lisce e ustionanti le passa in rassegna di ogni centimetro quadrato di pelle. Mi accarezza e oltrepassa l'inguine, ed io ne sono attratta, perversa.
-Tu vuoi avermi. Aneli a me come io ho sete della tua anima, della tua testa.
Pietrificata lo fisso negli occhi, ma non riesco a visualizzarlo, mi sfugge dalla memoria secondo dopo secondo.
Non ho memoria.
Per attimi interminabili non ho più emozioni.
Ho le vertigini: è tutto così in alto nel buio cosmico, ed io sono sospesa nel nulla.
Fisso le sue pupille nere, cercando di scorgere la sua Verità.
Vedo paradisi terrestri e fumi d'oppio, vedo il volto dell'orgasmo compiacente nelle sue iridi cremisi e a me sfugge un sorriso.
E' vera gioia?
Risale con le sue dita lentamente e me le passa sulle labbra, accarezzandole. La punta della lingua lecca il sapore della tentazione vinta. Le mie pupille si distendono fino ad ingoiare le iridi. La frequenza dei miei tamponamenti cardiaci, da dentro la cassa toracica, ed il suo suono si fa sordo nelle mie orecchie.
Sono ora il mio cuore che strafoga dai vasi sanguigni.
Un macigno imbibito di sangue che impazzisce e segue a stento la foga del momento.
Sudo freddo.
Vuoto.
Piango lacrime bollenti di sangue.
-Seguimi.
Svanisce, continua ad echeggiarmi in testa.
Ora è tutto buio.
Ora ansimo. La paura mi fa lo sgambetto.
Le mie gambe tremano violentemente.
Cado a terra.
Perdo coscienza.
Ha proporzioni gigantesche.
Un'enorme morsa si staglia su di me come liquido solido che mi ingloba.
Mi soffoca, sono bloccata sul mio letto. Non riesco ad emettere un suono.
Mi urla in gola l'afonicità delle mie corde vocali.
Ansimo.
Spalanco gli occhi.
Il vuoto è sordo.
E' tutto buio e sento la notte fissarmi da qualche parte.
Immobile.
Due lacrime calde mi scavano a graffi gli occhi.
Mille spilli ghiacciati mi perforano le pupille.
L'aria si blocca nei miei polmoni. I polmoni stanno per esplodermi dalla gola.
Sgorga del rosso da una narice, sento il suo calore denso.
Non sono io a gridare. Qualcuno grida fuori dal mio corpo. Sento l'agitazione spaccarmi la testa con asciate violente e la mia ansia si riversa nel buio tutt'attorno.
Due occhi continuano a fissarmi.
Mille voci all'unisono mi bisbigliano frasi senza senso in una lingua che non conosco.
I brividi sulla mia pelle tra la mia carne e la morsa di acciaio liquido...
Confusione: le voci mi istigano ad avere paura.
Sibilano.
-Hai paura, ora? Dominale. Dominale o ti sopraffaranno.
Impazzirai.
Le voci mi lacerano i timpani in un grido straziante.
Apro gli occhi nello sgomento: il cuore a mille, un fischio echeggia nelle orecchie.
I polmoni mi fanno male, mi sporgo dal letto e vomito nero.
Un cartoncino rosso cade dal comodino sul vomito a terra:
"See you later, my dear".
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